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Testata della rete natura 2000
 
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 STRATEGIE PER LA CONSERVAZIONE DELLE EMERGENZE NATURALISTICHE


La presenza di un SIC/ZPS impone l’obbligo al rispetto dei divieti di cui alle “Misure di conservazione obbligatorie nelle ZPS” approvate con D.G.R. n. 363 del 16 maggio 2008 come modificate dalla DGR 963 del 17 dicembre 2008; inoltre in queste aree tutti sono tenuti al mantenimento in uno stato di conservazione adeguato gli habitat e delle specie per cui il sito è stato individuato; si è tenuti inoltre a sottoporre  alla valutazione di incidenza gli interventi e i piani che posso avere un impatto negativo su queste aree in termini di conservazione.
In altre parole nella gestione di un sito Natura 2000 bisogna perseguire la salvaguardi e il miglioramento dell'efficienza e della funzionalità ecologica di habitat e/o specie per le quali il sito è stato istituito,

La Provincia di Viterbo, di concerto con la Regione Lazio e il Ministero dell’Ambiente e in attuazione delle Direttive Comunitarie, nell’ambito di una condivisa politica ambientale per perseguire la conservazione delle specie e degli habitat nei SIC/ZPS, sta operando in questo settore da alcuni anni attraverso due tipologie di azioni distinte, la Pianificazione e gli Interventi.

PIANIFICAZIONE: redazione e adozione dei Piani di Gestione specifici per ogni singolo SIC/ZPS e delle misure di conservazione in base alle proprie peculiarità e dei Piani per la Rete Ecologica.
Il Piano di Gestione di un SIC/ZPS è uno strumento operativo che intende disciplinare gli usi del territorio al fine di conservare gli habitat e le specie che hanno determinato l'individuazione del pSIC/ZPS:

  1. Aggiorna lo stato di conservazione  di specie e habitat
  2. Individua le criticità e le cause di stress per il SIC/ZPS
  3.  Individua azioni e interventi di conservazione necessari al loro mantenimento e/o ripristino, pur in presenza di attività umane.

Il D.P.R. n. 357/1997 individua nelle Regioni gli enti responsabili della gestione delle aree della Rete Natura 2000.
Ad oggi, per quasi tutti i SIC/ZPS del territorio laziale, si dispone del Piano di Gestione adottato dall’ente incaricato della sua redazione ma non ancora approvato dalla Regione; pertanto questi documenti costituiscono al momento attuale, fondamentali strumenti per la conoscenza del territorio che rappresentano le linee guida per una gestione sostenibile di tali aree pur non avendo ancora valore cogente.
Il Piano/Programma per la Rete Ecologica è uno strumento conoscitivo che intende tutelare la Biodiversità attraverso la valutazione della frammentazione degli ambienti naturali e l’individuazione delle strategie da mettere in atto per risolvere le criticità evidenziate. La frammentazione può portare alla perdita di biodiversità con effetti sulla fauna, sulla vegetazione, sulle funzioni ecosistemiche negli ambienti coinvolti. Il processo di frammentazione ambientale è un fenomeno di origine antropica, che genera una progressiva riduzione della superficie degli ambienti naturali e un aumento del loro isolamento. L’espansione dei centri abitati e la realizzazione di reti infrastrutturali tecnologiche e di trasporto, costituiscono un importante elemento di trasformazione del paesaggio e di frammentazione degli ambienti naturali poiché introducono delle forti discontinuità e spesso divengono delle barriere difficilmente superabili per la fauna presente.

INTERVENTI: realizzazione di interventi volti a favorire la conservazione e/o il ripristino di condizioni ambientali ed ecologiche favorevoli alla presenza e conservazione delle specie della flora e della fauna e degli habitat che risultano minacciati; Gli interventi finalizzati alla conservazione di specie ed habitat realizzati dalla Provincia sono quelli che discendono dall’attività di analisi e pianificazione eseguita e che sono diretti a superere le criticità per la conservazione delle specie e degli habitat nelle aree Natura 2000 che sono stati rilevati negli studi e monitoraggi propedeutici ai Piani.

 

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