| |||||
CASTRO (Ischia di Castro)
Cittadina dipendente dalla città-stato di Vulci, Castro, di cui ignoriamo il nome etrusco, forse Statonia, si distende su un promontorio roccioso dalle pareti a strapiombo sul fosso delle Monache a nord e sullOlpeta a sud le cui acque confluiscono più a valle nel Fiora. La continuità dellinsediamento fino allanno 1649, quando, sede del Ducato di Castro della potente famiglia Farnese, fu rasa deliberatamente al suolo per ordine di papa Innocenzo X, non permette di ritrovare resti etruschi. Daltronde oggi tutto il pianoro è coperto da una fitta vegetazione boschiva entro la quale emergono romantiche rovine rinascimentali. Sono le necropoli che costellano le colline vicine a delinearci la storia e limportanza di questa roccaforte nel corso del VII e VI sec. a.C. Seppur ripetutamente violate, le tombe a cassone e a camera hanno restituito corredi di notevole importanza oltre diverse sculture in nenfro raffiguranti per lo più animali fantastici o meno (cavalli e leoni alati, arieti, pantere, sfingi) posti a guardia dei sepolcri con talvolta delle manifestazioni monumentali. Nel vestibolo aperto di una di queste tombe archeologi della Scuola Belga portarono alla luce una biga da parata con rivestimenti di bronzo e gli scheletri dei due cavalli che la trainavano immolati al momento della sepoltura del loro signore (fine VI sec. a.C.). Dello stesso periodo è una grande tomba rupestre con tre camere, lunga 13 m., con cornici in nenfro e protomi dangolo a testa di ariete e leone, scavata nel tufo davanti alla chiesa del Crocifisso. Un bel Museo è ad Ischia di Castro con reperti dalla preistoria al periodo romano. | |||||
| |||||