MUSARNA (Viterbo)
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Questo insediamento etrusco tuttora oggetto di scavi e ricerche da parte della École
Française è quello che più dogni altro manifesta la crescente romanizzazione dei
centri etruschi della Tuscia dalla fine del IV al I sec. a.C. Labitato (4 ettari) è
posto su un pianoro di tufo che sul lato occidentale si eleva a dirupo sul fiumiciattolo
Leia. Laddove questa difesa naturale mancava o risultava insufficiente è stata integrata
da un fossato e da una poderosa cortina di mura a blocchi di tufo dove si aprono due
porte. Le abitazioni private e pubbliche racchiuse entro dodici grandi isolati formato un
reticolo ai lati della via centrale (larga m. 6,70) con, a metà del pianoro, una piazza
rettangolare ove si concentrava lattività sociale ed economica di Musarna. In essa
erano due templi di cui uno forse dedicato ad Ercole ed un grande edificio pubblico
porticato. Un razionale sistema fognario e di drenaggio pubblico e privato con cunicoli e
pozzi corre nel sottosuolo. Oltremodo interessante un modesto nucleo termale costruito sui
resti di un tempio fatiscente che ha restituito un mosaico a tessere bianche e nere (I
sec. a.C.) due iscrizioni relative alle famiglie egemoni del territorio che sono un
documento unico della lingua etrusca e il cui ritrovamento da parte sella Società
Archeologica Viterbese "Pro Ferento" nel 1982 dette motivo alle attuali
ricerche.
Le necropoli contano numerose tombe a fossa e a camera che vanno dalla fine del IV al I
d.C. Tra esse le due tombe della famiglia a degli Alethnas che hanno restituito numerosi
sarcofagi in nenfro con una notevole quantità di epigrafi attestanti tra laltro le
magistrature ricoperte dai suoi membri sia in luogo che nella vicina Tarquinia. I reperti
provenienti da Musarna sono esposti a Viterbo nel museo civico e nel museo nazionale della
rocca Albornoz.
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