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Archeologia - Aree archeologiche   

 

Falerii Novi

Falerii Novi, Porta Giove (Foto Francesco Biganzoli)

Falerii Novi, Porta Giove
(Foto Francesco Biganzoli)

Dove
Falerii Novi, la città romana, si trova nell'attuale territorio comunale di Fabrica di Roma (km 25 da Viterbo) a circa metà strada tra questa e Civita Castellana.

Storia
Quando nel 241 a.C. le truppe romane riuscirono ad espugnare il sito di Falerii (l’odierna Civita Castellana), trasferirono la popolazione in pianura fondando una seconda Falerii che fu chiamata Falerii Novi.

All’epoca dei Gracchi, come alleata di Roma ebbe demandata una colonia di cittadini romani divenendo Colonia Iunonia Faliscorum.
Nel 90-89 a.C., dopo la guerra sociale, divenne municipium con amministrazione interna affidata ad un collegio di quadrunviri. Durante l’età imperiale ebbe vita prospera arricchendosi di opere pubbliche e di nuovi templi.
Nel III sec. d.C. con la diffusione della religione cristiana, vide i primi martiri con i santi Gratiliano e Felicissima di cui rimangono le catacombe e, più tardi eremi e chiese rupestri.
Le invasioni barbariche porranno fine alla tranquilla vita della cittadina con conseguente abbandono progressivo del sito e ripopolamento di Falerii Veteres, più facilmente difendibile e perciò più sicura, dando vita a Civita Castellana. Nel sito abbandonato sorse una abbazia benedettina prima e cistercense poi e successivamente l’attuale chiesa romanica di S. Maria in Fàlleri (XII sec.) con materiali di recupero dall’antica città.

Descrizione
L’area archeologica consta di una cinta muraria ben conservata e costituita da grandi blocchi di tufo in opera quadrata con torri quadrate ed un fossato sul lato orientale.
L’entrata e l’uscita alla città avvenivano tramite nove porte sempre difese ai lati da torri sporgenti; le principali erano quattro, per le quali passavano due importanti vie di comunicazione del territorio falisco e che all’interno dell’abitato si identificavano con gli assi del cardo e del decumanus. Il cardo era costituito dalla consolare Amerina, costruita dopo il 241 a.C., che, proveniente da Sutri e da Nepi, entrava dalla Porta Sud uscendo, dopo un percorso rettilineo urbano, dalla Porta Nord e dirigendosi da qui verso Amelia (Ameria). Il decumanus, invece, entrava dalla Porta Giove e usciva dalla Porta Est.
La Porta Giove è uno dei primi esempi in Etruria dell’utilizzo dell’arco ed esibisce nella chiave di volta una testa riconosciuta per quella del dio Giove; la Porta Bove è caratterizzata, invece, dal concio superiore sagomato a testa di bue.

I resti archeologici riportati alla luce da scavi compiuti per lo più nell’Ottocento sono spesso interrati ma sono ben visibili tracce dell’abitato, delle vie urbane, del teatro, dell'anfiteatro.
Nei pressi si ergono alcuni mausolei in opera cementizia il più monumentale dei quali apparteneva a L. Plotidius.

Il monumento di più immediata fruizione è la chiesa romanica di S. Maria di Fàlleri ed il complesso dell’abbazia adiacente. La chiesa ha cinque absidi e tre navate divise da pilastri e da colonne in marmo con capitelli recuperati da monumenti romani. Il portale, aggiunto in un secondo momento, è opera di Lorenzo e Jacopo della famiglia dei Cosmati, gli stessi autori del Duomo di Civita Castellana.

Le necropoli (III sec. a.C.) si trovano attorno all’abitato, specie sui fianchi dirupati prospettanti il Rio Purgatorio: ipogei preceduti da un dromos con celle funerarie semplici e loculi alle pareti; in località Pradoro alcune tombe hanno un ingresso porticato e colonne o pilastri di sostegno al centro dell’ambiente sepolcrale.

Per la visita
L’Area Archeologica è liberamente accessibile mentre la Chiesa di S. Maria in Fàlleri dal mese di aprile e fino ad ottobre sarà aperta sabato e domenica dalle ore 9.00 alle ore 13.00. Per informazioni: Ufficio Cultura del Comune allo 0761/569001 o con e-mail: cultura@comune.fabricadiroma.vt.it dal lunedì al venerdì ore 8-14 ed il lunedì e giovedì ore 15-18.

Info
Comune di Fabbrica di Roma
Vicolo della Pace, 1 - 01034 Fabrica di Roma VT
Telefono: +39 0761.569001 - Fax: +39 0761 569935

 

Testi: C. Chiovelli - Traduzione: L. Adami

 

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