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Archeologia - Necropoli   

 

Necropoli di Tuscania

Le necropoli tuscanesi non soltanto sono numerose ma anche assai caratteristiche per le molteplici tipologie tombali adottate nel corso del tempo.

Necropoli, Tomba del Dado (Foto Francesco Biganzoli)

Necropoli, Tomba del Dado
(Foto Francesco Biganzoli)

Dove
Le necropoli sono concentrate soprattutto a nord e a sud di Tuscania, situata a circa 24 chilometri da Viterbo.

Descrizione
Le necropoli situate a nord dell’abitato - Peschiera, Pian di Mola, Castelluccio - si distribuiscono lungo le valli del Maschiolo e del Marta, mentre sul versante opposto sono i complessi di Ara del Tufo, Madonna dell’Olivo, Scalette, Carcarello e Sasso Pizzuto. Altri nuclei di tombe sono stati rinvenuti a San Lazzaro e San Giusto, Castelluzza, Doganella e Sughereto.

In generale le tipologie tombali più antiche, riferibili al periodo Orientalizzante, si riconoscono nei tumuli con piccola camera funeraria a sezione ogivale, di chiara emanazione tarquiniese, mentre in epoca arcaica, almeno in un caso, l'influenza dei modelli costruttivi e architettonici di Cerveteri si avverte in una tomba a Sasso Pizzuto che presenta, al suo interno, la caratteristica ripartizione planimetrica delle tre camere sul fondo precedute da una sorta di atrio, con le consuete aperture a finestra ed i letti provvisti di cuscino. Echi vulcenti si colgono, infine, nei particolari architettonici di alcune tombe a tumulo di Ara del Tufo che ospita anche tombe a camera di epoca orientalizzante ed arcaica. L'esperienza architettonica delle necropoli rupestri gettò il proprio influsso anche su Tuscania, dove, nella Valle del Maschiolo, sono state scavate alcune tombe a semidado, secondo modelli ben noti nei centri vicini. Tra le altre zone adibite a necropoli spiccano, per l’importanza delle tipologie tombali adottate, quella della Peschiera e quella di Pian di Mola in uso già dall'VIII secolo a.C.

In località Peschiera, un caso peculiare è rappresentato da una tomba a forma di casa, unita alla balza rocciosa nella quale è stata ricavata. Databile alla prima metà del VI secolo a.C., la tomba costituisce un esempio di raro e insolito realismo anche nell'apprestamento esterno. Si tratta di un blocco rettangolare sovrastato da un tetto a spiovente e da una doppia cornice alla sommità delle pareti; i lati brevi recano un piccolo timpano, provvisto di elementi verticali nei quali si vogliono riconoscere le travi che sorreggevano la capriata del tetto. Sulla sommità erano originariamente collocati acroteri a disco e gruppi scultorei con animali. Al suo interno la ripartizione spaziale si articola in tre camere, precedute da un andito, con relativi letti funebri. La necropoli di Peschiera seguiterà ad essere utilizzata anche in epoca ellenistica dalle locali famiglie gentilizie.

La necropoli di Pian di Mola consta di un settore monumentale costituito da un intero allineamento di tombe assimilabili dal punto di vista architettonico alle dimore dei vivi, dal suggestivo effetto scenografico. Tra queste emerge, per eccezionalità di impianto e di apparato decorativo, una tomba con portico e colonnato sulla fronte e arricchita da cippi, sculture ed altri elementi collocati sul tetto (statue di sfingi e leoni, acroteri a disco) e sulla modanatura della copertura del portico (sculture di felini).

Complessi funerari ellenistici di rilievo si trovano, in particolare, in località Madonna dell'Olivo dove sono la cosiddetta "Grotta della Regina" e le due tombe dei Curunas. Nella tomba più antica, databile appena dopo la metà del IV secolo a.C., erano sarcofagi decorati con rilievi figurati sulle pareti della cassa o anche dotati di coperchio con la figura del defunto semisdraiato, ed i corredi, ricchi di fine ceramica e raffinati bronzi. La Tomba della Regina, invece, consiste in una grande struttura formata da un reticolato di cunicoli su diversi piani, nella quale in passato si volle riconoscere un luogo sacro. Il crollo della rupe purtroppo non permette di ricostruire esattamente l'originario aspetto esterno, mentre all'interno l'ambiente principale ruota intorno a due pilastri portanti scavati nello stesso banco roccioso. La presenza dei cunicoli accrebbe in passato il mistero circa la reale destinazione di questo peculiare complesso che deve il suo nome anche al rinvenimento ottocentesco di una testa femminile in marmo o, come più comunemente si crede, di una immagine di donna dipinta sulle pareti, ora perduta.

Per la visita
Informazioni utili alla fruizione delle necropoli possono essere reperite presso il Museo Archeologico di Tuscania.

Info
Museo Archeologico Tuscanese
Largo Mario Moretti 1 - 01017 Tuscania VT
Telefono: +39 0761 436209 - Fax: +39 0761 436209

 

Testi: C. Chiovelli

 

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