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Musei - Museo Archeologico Nazionale   

 

Museo Archeologico Nazionale di Vulci

Il Museo Archeologico di Vulci offre la possibilità di ammirare capolavori della produzione ceramica e bronzea antica in una cornice unica che unisce la bellezza della struttura che lo ospita allo splendore del paesaggio circostante.

Vulci, Castello dell'Abbadia (Arch. Fot. Provincia di Viterbo)

Vulci, Castello dell'Abbadia
(Arch. Fot. Provincia di Viterbo)

Dove
Immerso nella fertile e assolata campagna della maremma laziale, il Museo rientra territorialmente nel Comune di Canino, a circa 40 chilometri da Viterbo.

Storia
La struttura che lo ospita era in origine un’abbazia dedicata a San Mamiliano.
Distrutta dai Saraceni, venne riedificata dai cistercensi nel XIII secolo e poi trasformata ed ampliata in epoche successive per assumere le dimensioni di un fortilizio realizzato con conci di trachite locale, di forma grossomodo rettangolare con ai lati quattro torrioni circolari.

Descrizione
Il Museo, allestito nel Castello dell’Abbadia, si articola in vari ambienti cui si accede da una porta aperta sul cortile ove sono collocate sculture ed elementi architettonici di epoca etrusca e romana.
Vi sono custoditi reperti provenienti dagli scavi effettuati nella città e nelle necropoli e collocabili cronologicamente tra il X secolo a.C. (età protovillanoviana) e l’età romana.

Al piano terreno sono esposte urne cinerarie, vasi biconici di cultura proto e villanoviana (X-IX sec. a.C.) e corredi di VIII e VII sec. a.C.

Al piano superiore sono conservati corredi della necropoli di Cavalupo (VIII sec. a.C.) e della Tomba della Panatenaica (VII-VI sec. a.C.) comprendente splendida ceramica attica, etrusco-corinzia e buccheri. Notevoli i vasi del Pittore di Micali e quelli attribuibili al Gruppo delle Foglie d’Edera. Sono, inoltre, esposti ex voto anatomici e materiali romani riferibili ad età tardo-repubblicana ed imperiale.

Presso il Museo è il "Ponte dell’Abbadia", realizzato in funzione di una delle più importanti arterie di collegamento con il territorio quella cioè che, attraversata la Necropoli dell'Osteria, proseguiva verso le città dell'Etruria interna. Articolandosi in tre arcate, il ponte, sostenuto da due piloni in opera quadrata poggianti sull'alveo roccioso del fiume, manifesta indizi di interventi edilizi diversi.
Ad una prima fase di età etrusca sembra riferibile il nucleo più antico realizzato in blocchi parallelepipedi di tufo rosso. Tale struttura fu successivamente inglobata in un ampliamento, forse del I sec. a.C., allorché i pilastri vennero rinforzati e foderati con un paramento in opera quadrata di nenfro.
Ulteriori modifiche dovettero essere apportate nel corso dell'età medioevale e moderna quando fu realizzata, ad esempio, la spalletta meridionale, la pavimentazione in selciato di ciottoli, la creazione di un vano ricavato in corrispondenza dell'arcata minore e utilizzato per l'installazione di un mulino ad acqua. Prima dell’unità d’Italia, sulla sua gobba si definiva il confine tra lo Stato Pontificio e il Granducato di Toscana.

Per la visita
Il Museo è aperto tutti i giorni, tranne il lunedì, dalle ore 09:00 alle ore 19:00; il biglietto d’ingresso è di 2,00 euro ma sono previste riduzioni per i minori di 18 anni ed i maggiori di 65. E’ possibile, inoltre, effettuare visite guidate su prenotazione.

Curiosità
Nelle immediate vicinanze del Museo è l’accesso all’Oasi del WWF di Vulci.

Info
Museo Archeologico di Vulci
Loc. Abbadia di Vulci - 01011 Canino VT
Telefono: +39 0761-437787
http://www.vulci.it

 

Testi: C. Chiovelli - Traduzione: L. Adami

 

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