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Architettura - Architettura religiosa   

 

Collegiata di Santa Cristina

Per la sua complessità e per l'accavallarsi degli stili è tra le strutture architettoniche religiose più notevoli dell'Alto Lazio ed è senz’altro, anche per la valenza religiosa che lo connota, il monumento più importante e ricco di Bolsena

Altare del miracolo (Arch. Fot. Provincia di Viterbo)

Altare del miracolo
(Arch. Fot. Provincia di Viterbo)

Dove
Si trova nel centro storico di Bolsena, paesino sulle rive dell’omonimo lago, meta di moltissimi turisti sia italiani che stranieri, a circa 32 chilometri da Viterbo.

Storia
La chiesa primitiva, di età paleocristiana, era sorta sulle rovine di un tempio pagano ma la storia del Santuario è caratterizzata da due avvenimenti: il Martirio di Santa Cristina, a cui se ne deve l’origine, e il Miracolo Eucaristico, che ne consacra la popolarità.

Nel IV secolo, ai tempi dell’Imperatore Diocleziano, la giovane Cristina fu gettata nel lago di Bolsena per volere del padre, contrariato dalla scelta della ragazza di seguire la religione cristiana. Ma la pietra a cui era legata, invece di farla affondare, la sostenne e la portò a riva, lasciandone impresse sulla pietra le impronte dei piedi. Quella stessa pietra venne in seguito utilizzata come Altare Sacro per il tempio in onore di Santa Cristina.
La chiesa venne già costruita sul finire del IV secolo, ma è con il miracolo accaduto nel 1263 che il Santuario acquista notevole rilevanza: un sacerdote di Praga, in pellegrinaggio penitenziale per i dubbi che lo affliggevano sulla verità della transustanziazione, mentre celebrava la messa sull’Altare Sacro di S. Cristina, vide fluire dall’ostia sangue vivo che bagnò il corporale e i marmi del pavimento. Il prete, sospesa la funzione, si recò da Papa Urbano IV che riconobbe il miracolo e istituì la festa del Corpus Domini.

Descrizione
Secondo la tradizione, la ricostruzione dell'edificio si deve alla devozione a S. Cristina di Papa Gregorio VII che la consacrò nel 1078. E’ una struttura formata da tre distinti nuclei sviluppatisi nel corso dei secoli intorno alla primitiva area catacombale cresciuta attorno alla tomba di S. Cristina: la Basilica, la Cappella Nuova del Miracolo; la Grotta di Santa Cristina e la Catacomba.

La Basilica ha un’elegante facciata tripartita con lesene riccamente decorate, innalzata nel 1492-94 forse per opera di Francesco e Benedetto Buglioni. L’interno, con pianta a croce latina, è a tre navate, di schietta impronta romanica, divise da semplici colonne bombate, anche di riutilizzo, un tetto a capriate, e tre absidi quadrate coperte da volte a crociera. L'altare maggiore è stato realizzato con frammenti marmorei del X secolo, e gli fa da pala un prezioso polittico, opera di Sano di Pietro, eseguito intorno alla metà del sec. XV. All'inizio della navata sinistra sorge il campanile, del XIII secolo, costituito da tre piani di bifore.
Nella navata destra attraverso un portale marmoreo del secolo XI-XII si accede alla Cappella Nuova del Miracolo o delle Sacre Pietre, edificata nel 1693, su disegno di Tommaso Mattei, per custodire le reliquie del Miracolo Eucaristico del 1263. La facciata venne completata nel 1863 da Virginio Vespignani mentre l’interno conserva una pregevole tela raffigurante il Miracolo del Corporale opera di Francesco Trevisani. Sotto la pala, in una teca dorata, sono custodite tre delle quattro pietre macchiate di sangue prodigioso emanato dall'Ostia nel 1263; la quarta è esposta sotto la grande cupola in un prezioso reliquiario.

Da qui si passa nella trecentesca Cappella del Santissimo Sacramento, con affreschi dei secoli XV e XVI ed una mensa d’altare con un rilievo del sec. XVI che rappresenta il martirio della Santa.
Si passa poi nella suggestiva penombra della Grotta di Santa Cristina, con un ampio vestibolo, la Cappella del Corpo di Cristo, ed una Basilichetta ipogea.

Scavata nella roccia, parte iniziale delle catacombe della santa, sarebbe stata un tempo dedicata ad Apollo: è la parte più antica del complesso della Basilica. Della sua esistenza si ha conferma nel sec. IV d.C. dalla lapide ritrovata accanto alla tomba della Santa. Circondato da un elegante balaustra cinquecentesca, opera di scuola michelangiolesca, è conservato l'altare del miracolo, un pregevole manufatto dell'VIII secolo sul quale, secondo la tradizione, avvenne il prodigio eucaristico; coperto da un ciborio, con quattro fronti marmoree ad arco con rilievi geometrici, la struttura poggia su quattro antiche colonne corinzie scanalate, di marmo. Fa da paliotto d'altare la pietra basaltica che, secondo la tradizione, sarebbe stata appesa al collo di Cristina e gettata nel lago, recando poi impresse le orme dei suoi piedi. Ad oggi, l’ipogeo costituisce l'ampliamento medievale di una primitiva memoria ad corpus sulla tomba della Martire. E' il primitivo luogo di culto della basilica che conserva la tomba della martire, un sarcofago del IV secolo. Le Catacombe, databili ai sec. IV e V d.C., sono costituite da un corridoio dal quale ne partono altri secondari, perpendicolari al suo asse e disposti, due a due, uno di fronte all'altro. Le pareti sono interamente tappezzate di loculi, scavati nella pietra e chiusi da grandi mattoni fissati con calcina. Alcune di queste tombe hanno conservato la loro chiusura, con l'epitaffio inciso sotto forma di graffito o dipinto; come raffigurazioni si trovano quasi esclusivamente simboli.

Per la visita
Il complesso monumentale osserva il seguente orario: da ottobre a Pasqua: ore 7,15-12,30; 15-17,30; da Pasqua a settembre: ore 7,15-12,45; 15,30-19,45. Visita alle Catacombe: ingresso adulti 4 €, ragazzi 2 €. Orario: da ottobre a Pasqua: ore 9,30-11,30; 15-16,30; da Pasqua a settembre: ore 9,30-12; 15,30-18,30.

Curiosità
Il miracolo di Bolsena, celebrato e commemorato nell'arte e nella leggenda, ha la sua rappresentazione più famosa in un affresco di Raffaello, nelle Stanze Vaticane, nel quale anacronisticamente papa Giulio II assiste alla messa di Bolsena.

Info
Basilica Santa Cristina
Piazza Santa Cristina - 01023 Bolsena VT
Telefono: +39 0761 799 067 - Fax: +39 0761 799 067
http://www.basilicasantacristina.it

 

Testi: C. Chiovelli - Traduzione: L. Adami

 

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