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Architettura - Ville e giardini   

 

Parco dei Mostri

Il "Sacro Bosco" degli Orsini, è uno dei luoghi più importanti per l'architettura e la storia del paesaggio italiano. Si tratta di un parco di circa tre ettari, dove è stata creata una serie di strutture fantastiche modellate su enormi massi vulcanici, con lo scopo di realizzare un giardino delle delizie, ricco di opere d'arte innovative immerse nelle sinuose verdi architetture di un giardino all'italiana.

Bomarzo, parco dei Mostri (Foto Mauro Mattioli)

Bomarzo, parco dei Mostri
(Foto Mauro Mattioli)

Dove
Il parco si trova fuori della città di Bomarzo (a circa 20 Km. Da Viterbo), nei pressi della strada provinciale che collega Bomarzo al casello autostradale di Attigliano.

Storia
Fu realizzato tra il 1552 e il 1580 su commissione di Pier Francesco Orsini, detto Vicino, che voleva creare nel suo feudo di Bomarzo un labirinto di simboli dove si potesse vagare sino a smarrirsi tra statue gigantesche e creature mostruose.
Il capolavoro, che la fantasia popolare ha ribattezzato come Parco dei Mostri, fu abbandonato dagli eredi del principe Orsini dopo la sua morte ed è stato restaurato, solo dopo quattro secoli, dalla famiglia Bettini che ne detiene ancora la proprietà.

Descrizione
Il "Sacro Bosco" è forse la più alta manifestazione di quell'inquietante periodo di stupenda decadenza in cui l'ispirazione era cercata nel magico, nell'esoterico, nell'irreale. Le gigantesche e mostruose figure sono tutte ricavate negli enormi blocchi di peperino disseminati nella valletta e fra le creazioni figurative che fanno del Parco un unicum tipologico sono cerberi tricipiti, sirene, orsi araldici (stemma dei principi Orsini), architetture bizzarre. Passeggiando avvolti dai profumi del bosco ci si imbatte improvvisamente in fantastici animali e figure di pietra: l'Orco, il mostro più emblematico con naso rincagnato, occhi vuoti ed enorme bocca spalancata, nel cui interno è ricavata una stanza con un tavolo; l'Elefante in battaglia; il Drago in lotta coi veltri; la Donna opulenta (Demetra), dalle enormi proporzioni, che sorregge un grande vaso sulla testa; Nettuno, o Plutone, che appoggia il dorso nudo a ridosso di un muro ciclopico; la Casetta inclinata in cui si avverte il compiacimento per il disprezzo dei limiti della regola; la Tartaruga, sormontata da un'armoniosa figura musicale; il Gigante e la Maschera demoniaca che sorregge il globo sovrastato dai simboli araldici degli Orsini, a significare la potenza del casato.
Queste sculture, che sembrano sorte dal suolo come prodigio, sono accompagnate da versi ed epigrafi, secondo la logica della citazione, costume abituale dell'epoca enfatizzato da Vicino Orsini per stupire il visitatore come recita una delle più famose: Voi che pel mondo gite errando vaghi / di vedere maraviglie alte et stupende / venite qua dove son faccie horrende / elefanti, leoni, orsi, orche et draghi.

Per la visita
Il Parco è aperto tutti i giorni dell'anno con orario continuato dalle 8,00 al tramonto. L'ingresso è a pagamento: biglietto singolo 9 euro; bambini da 4 ad 8 anni 7 euro; gruppi (minimo 30 persone, con lettera dell’Ente promotore) 7 euro ed una gratuità; scuole 5,50 euro (con lettera della scuola) ed una gratuità ogni 15 persone. Per i gruppi, è preferibile la prenotazione.
Il parco dispone di rivendita di souvenir, di bar, ristorante con servizio al tavolo o self-service, giochi per bambini, campo da calcio, videogiochi, area pic-nic e servizi igienici. Per poter pranzare al ristorante ed usufruire di un prezzo agevolato, è necessario prenotare la settimana precedente la visita. È prevista la possibilità di sosta per camper e caravan al costo di 5 euro per carico e scarico e di 8 euro per la permanenza di un giorno.

Curiosità
Il bosco ha ispirato molti artisti del tempo (Annibal Caro, Betussi, il cardinale Madruzzo…) che, per esprimere la loro meraviglia, vollero lasciare incisi sulle rocce del parco epigrafi e versi. È stato fonte di ispirazione anche per artisti contemporanei, tra i quali Salvador Dalì (Le tentazioni di Sant’Antonio, 1946), e la scrittrice olandese Hella Haasse (Les Jardins de Bomarzo, 2000).

Info
Parco dei Mostri
Località Giardino - 01020 Bomarzo VT
Telefono: +39 0761 924029
http://www.parcodeimostri.com

 

Testi: C. Chiovelli

 

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