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Archeologia - Aree archeologiche   

 

San Giovenale

I resti delle abitazioni etrusche di San Giovenale sono, assieme a quelle di Acquarossa nei pressi di Viterbo, tra le più antiche testimonianze dell’architettura civile italica ed etrusca.

Blera, San Giovenale, part. (Foto Comune di Blera)

Blera, San Giovenale, part.
(Foto Comune di Blera)

Dove
L'area dello scavo dista circa 7 Km da Blera, in provincia di Viterbo.

Storia
Luogo di ricerche e scavi dell’Istituto Svedese che vide l’opera appassionata del re Gustavo VI Adolfo di Svezia, San Giovenale, di cui ignoriamo il nome antico, fu uno dei centri dell’Etruria interna posto sotto l’influenza di Tarquinia.

L'insediamento, databile al VII sec. a.C., occupava un lungo altopiano tufaceo, alla confluenza del Fosso del Pitale nel Torrente Vesca ed era naturalmente fortificato dalle alte pareti a strapiombo su questi due corsi d'acqua.
Con il ritrovamento di fondi di capanne relativi all'Età del Bronzo e all'Età del Ferro, si è potuto stabilire che l'uomo abitava il pianoro già in epoca preistorica e protostorica, a partire dal XV - XIV secolo a.C.
Saggi di scavo sono stati effettuati su tutto il piano e numerose tombe sono state scavate nelle vaste necropoli circostanti; soltanto due aree, una ad est e l'altra ad ovest del castello, data la loro importanza per lo studio dell'urbanistica etrusca del periodo arcaico, sono state lasciate aperte e protette da capannoni.

Descrizione
La visita all’area archeologica comincia seguendo la strada che, salendo verso il castello medioevale, si dirige all’acropoli.
Arrivati sotto il muro di questo maniero, è possibile accedere al grande capannone che protegge la parte dell'abitato etrusco meglio conservata.
Dall'alto di una passerella appositamente costruita si ha una visione completa delle piante delle case, dei pozzi, dei focolari e delle mura perimetrali delle abitazioni, che si conservano ancora per alcuni filari di grossi conci di tufo, messi in opera a secco.
Nella zona circostante, sono visibili resti di altre case, pozzi, pestarole ed il tracciato di una strada antica con solchi di ruote di carri, testimoni della vastità dell'abitato che investiva tutto il piano di San Giovenale.

L'accesso alla parte occidentale dell'acropoli è sbarrato dal castello dei Di Vico (XIII secolo); le sue mura spiccano direttamente dalla preesistente fortificazione etrusca e, poco distante, emergono dalla campagna le rovine della piccola Chiesa di S. Giovenale (XIII – XIV secolo).
Un fossato, largo circa quattro metri, scavato probabilmente a scopo difensivo, taglia trasversalmente l'acropoli. Procedendo verso ovest si raggiunge la punta estrema dell'acropoli dove sono visibili tracce di fortificazioni con grandi blocchi di tufo messi in opera senza malta. Da questo punto, la vallata del Vesca offre un indimenticabile spettacolo naturale.

Altrettanto affascinante è la visita alle vaste necropoli che circondano San Giovenale: Grotte Tufarina, Porzarago, Le Grotticelle, Le Poggette, Cammerata, Montevangone e Il Terzolo. Verso nord si trova la necropoli del Porzarago dove, tra i tumuli, sono state rinvenute tombe protovillanoviane a pozzetto. Notevole è la tomba detta "della Regina", costituita da uno stretto dromos e da due camere, comunicanti tramite una porta e due finestrelle. Nella prima camera sono visibili una sepoltura maschile ed una femminile con letto decorato alle estremità da due timpani ricavati nel tufo a richiamare nella foggia la forma della casa; nella seconda i letti sono tre di cui quello addossato alla parete di fondo pertinente ad una sepoltura femminile.
Alla necropoli orientale si accede passando attraverso una piazzetta sepolcrale sulla quale si aprono sei tombe, che meritano di essere visitate per la loro architettura interna. Oltre questa piazzetta, numerose sono le tombe con volta ad ogiva, aperta in alto e coperta con grossi blocchi di tufo; tutto il piano, detto "Le Grotticelle", purtroppo è stato per decenni battuto da scavatori clandestini.
Per visitare le necropoli meridionali, oltre il Vesca, occorre discendere per la strada che passa sotto l'acropoli. Interessante, anche se difficoltosa, è la visita alla necropoli di Castellina in Cammerata che si raggiunge risalendo il corso del torrente fino al Fosso di Cammerata, facilmente superabile; inerpicandosi sulla rupe, disseminata di tombe di tipo rupestre si raggiunge la sommità dove si possono visitare, oltre una grande tomba a dado ricca di decorazioni interne, tumuli e tombe arcaiche.
Seguendo la strada che sale a Cammerata, si può vedere anche la necropoli di Montevangone che si estende, nella folta boscaglia con tombe di ogni genere, tra il Terzolo e il corso del Vesca. Non è possibile indicare un preciso itinerario per il fatto che non esistono sentieri transitabili quindi, la ricerca delle tombe può riservare notevoli emozioni.

Per la visita
San Giovenale si trova sulla strada di Civitella Cesi e vi si arriva da Blera, percorrendo la S.P. Monteromanese e superando la Valle del Biedano sul moderno viadotto in cemento armato.
Al bivio in località Fontanile delle Trocche, si gira per Civitella Cesi e, giunti in località Formello, sul lato destro della strada, si possono vedere i resti di un mausoleo e di una villa rustica romana.
Dopo la discesa, la strada si addentra nel bosco di Macchia Nuova e ne esce in prossimità del bivio per San Giovenale da dove, girando a destra, si giunge nella zona archeologica.

A questa escursione è consigliabile dedicare un'intera giornata, organizzando il pranzo al sacco ed approntando l'equipaggiamento adeguato al percorso di campagna, che prevede anche il guado di piccoli corsi d'acqua, il superamento di asperità del terreno e altre piccole difficoltà di ordine naturale.

Curiosità
L’attività dell’Istituto Svedese di Studi Classici iniziò nel 1956 proprio con gli scavi di San Giovenale (Blera, VT), seguiti da quelli nella vicina Luni sul Mignone e di Acquarossa (Ferento, VT).
Scopo di queste indagini archeologiche era lo studio degli abitati di epoca preistorica ed etrusca con un approccio innovativo alla cultura etrusca, fino ad allora conosciuta soprattutto attraverso le necropoli e i santuari.
I risultati andarono ben oltre le aspettative: vennero riportati alla luce interi quartieri abitativi con relativi materiali e ciò confermò alcune ipotesi circa le costruzioni, e al tempo stesso fornì informazioni del tutto nuove.

Info
Comune di Blera
Via Roma, 8 - 01010 Blera VT
Telefono: +39 0761 470093 - Fax: +39 0761 470566
http://www.comune.blera.vt.it/

 

Testi: C. Chiovelli - Traduzione: L. Adami

 

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