simboli home invia una e-mail alla Provincia di Viterbo mappa del sito

  Home -> Turismo -> Visitare la Tuscia -> Civita di Bagnoregio

 

Seleziona la lingua italiana

Borghi, centri storici, abitati - Borghi   

 

Civita di Bagnoregio

Arroccata su uno sperone di roccia tra due vallate percorse da torrenti, Civita sovrasta un’ampia conca increspata dai calanchi e così isolata, per l’erosione degli agenti atmosferici che assottigliano lo sperone di tufo su cui si erge, questa piccola cittadina si presenta ai nostri occhi suggestiva ed unica.

Civita di Bagnoregio (Foto Francesco Biganzoli)

Civita di Bagnoregio
(Foto Francesco Biganzoli)

Dove
Civita si trova nei pressi di Bagnoregio, a circa 28 chilometri da Viterbo.

Storia
Le più antiche tracce della presenza umana nell’area della Civita sono riconducibili all’età preistorica; testimonianze archeologicamente più consistenti si hanno per il periodo etrusco come la necropoli situata nella rupe sottostante il belvedere di San Francesco o la grotta di San Bonaventura che pare fosse una tomba a camera etrusca trasformata nel medioevo in cappella e dove si narra che S. Francesco guarì con un miracolo il piccolo Giovanni Fidanza (S. Bonaventura).
Notizie d’archivio sull’insediamento documentano che, durante il Medioevo, Civita e Bagnoregio costituivano una stessa città denominata, fino all’XI sec., Balneum Regis. A darle questo nome pare sia stato il re dei Longobardi, Desiderio (756-774 d.C.), guarito da una grave malattia grazie alle acque termali presenti nella città. Nel 774 Carlo Magno restituì il territorio al Pontefice e da questo momento Balneum Regis entrò a far parte del dominio della Chiesa fino alla metà del XII secolo quando si costituì libero comune e cominciò a vedere la sua autonomia minacciata dalle mire dell’Impero.
La città venne occupata nel 1186 da Enrico IV che puntava ad Orvieto da sempre in rapporto con Bagnoregio. I Monaldeschi di Orvieto, infatti, tentavano di stabilire un certo controllo sulla città al fine di mantenerla come presidio guelfo negli scontri con i ghibellini di Viterbo, controllo che presto si tramutò in effettivo dominio. Nel 1457 i Monaldeschi gravarono fortemente in campo amministrativo e fiscale sulla comunità e gli abitanti si ribellarono distruggendo il castello della Cervara, dal quale i Monaldeschi esercitavano il loro potere. In questa occasione, sulla Porta di Santa Maria furono posti due leoni in pietra basaltica che tengono teste umane tra le loro zampe a ricordo della vittoria del popolo di Civita.
Alla fine del XV secolo la Chiesa rafforzò il suo controllo sulla città con il “governo dei cardinali” costituendo un pesante freno alle libertà comunali, che videro la loro fine nel 1592 con l’istituzione della Congregazione del Buon Governo la quale esercitò una stretta sorveglianza su ogni attività dei comuni. Il ruolo svolto da Civita nelle vicende storiche territoriali andò affievolendosi dopo il terremoto del 1695 che costrinse molti abitanti a lasciare la città. Altri successivi terremoti contribuirono ad incrementare il trasferimento della popolazione altrove, fino ad un quasi totale abbandono.

Descrizione
Il piccolo borgo è raggiungibile oggi solo attraverso un ponte pedonale e vi si accede attraverso la porta ovest dove è conservato qualche tratto della cinta muraria. Maestosa e suggestiva, quasi un varco in un’altra dimensione, era detta nel Medioevo di S. Maria, per la presenza dell’omonima chiesa, ed è nota anche come Porta Cava. Tagliata parzialmente nel tufo in età etrusca, fu completamente riadattata in età medioevale e nei secoli XVI e XVII quando ha subito numerosi restauri che hanno inserito elementi estranei nel complesso. Sulle pareti sono graffite delle croci insistenti su triangoli, ricordo della croce del Golgota a Gerusalemme, da attribuire a pellegrini di ritorno dalla Terra Santa o a Templari.
L’impianto urbanistico è imperniato su una strada principale est-ovest e sulla piazza dove svetta la cattedrale, costruita con ogni probabilità agli inizi del VII secolo sull’area di un antico tempio ed arricchita nei secoli successivi con vari interventi tra cui, quello più significativo, nel 1511, su un progetto di Nicola Matteucci da Caprarola. All’interno è custodito un pregevole Crocifisso ligneo quattrocentesco, di scuola fiamminga, che viene trasportato durante la suggestiva processione del Cristo morto.
Addentrandosi nelle viuzze che si dipanano dalla piazza sembra di intraprendere un viaggio a ritroso nel tempo dove, in un silenzio quasi irreale, è possibile godere di graziosi angoli impreziositi da tracce di vite passate, fiori alle finestre, gatti sornioni dormienti. Antichi palazzi medioevali guardano, assieme a frantoi rinascimentali e ad umili case del popolo, gli immensi calanchi circostanti che, con le loro creste ed i loro pinnacoli, fanno da corona a questa piccola città aggrappata alla vita del suo fragile colle di argilla.

Curiosità
La prima domenica di giugno e la seconda di settembre viene allestito nella piazzetta di San Donato il secolare Palio della Tonna (“tonda”), in cui le contrade di Civita si sfidano, a dorso di un asino. Il palio, che prende il nome dalla forma della piazza in cui si svolge la competizione, attira ogni anno un nutrito pubblico ed è occasione per organizzare una vivace festa in piazza.

Info
Comune di Bagnoregio
Piazza S. Agostino, 21 - 01022 Bagnoregio VT
Telefono: +39 0761 780815 - Fax: +39 0761 780837
http://www.comune.bagnoregio.vt.it/

 

Testi: C. Chiovelli

 

© 2010-2017 Provincia di Viterbo
torna in alto

PROVINCIA DI VITERBO
Via Saffi, 49 01100 VITERBO
Codice fiscale / Partita IVA 80005570561
Tel. 0761 3131(centralino) - Fax: 0761 313296
e-mail: provincia@provincia.vt.it

Uffico relazioni con il pubblico
Tel. 0761 313236 - Fax: 0761 313410
e-mail: urp@provicnia.vt.it