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Architettura - Architettura religiosa   

 

Basilica del Santo Sepolcro

La cripta della Basilica del Santo Sepolcro costituisce, per il gioco di colonne ed archi e per la sua antica origine, uno degli esempi più caratteristici ed importanti di cripte romaniche in Italia.

Cripta del Santo Sepolcro (Arch. Fot. Provincia di Viterbo)

Cripta del Santo Sepolcro
(Arch. Fot. Provincia di Viterbo)

Dove
La Basilica del Santo Sepolcro si trova ad Acquapendente, a circa 50 chilometri da Viterbo.

Storia
La Cattedrale del Santo Sepolcro, consacrata nel 1149 dal vescovo Aldobrandino da Orvieto, sembra sia stata fondata da Matilde di Westfalia (895-968), madre di Ottone I il Grande, la quale, recandosi dalla Germania a Roma, fece sosta ad Acquapendente e qui, spinta da un sogno premonitore, ordinò la costruzione della chiesa.
La basilica fu edificata accanto all’omonima Abbazia benedettina, documentata dal 1025, e ad essa fu probabilmente annessa una casa di Cavalieri Templari. Rimaneggiata verso la metà del 1700, in conformità con i canoni del barocco settecentesco, è stata in parte ripristinata nelle antiche forme romaniche in seguito ai danneggiamenti subiti durante la seconda guerra mondiale.

Descrizione
Collocata in un ampio piazzale che ne esalta la grandiosità e l’imponenza, svetta la cattedrale con la sua particolare facciata fiancheggiata da due campanili e arricchita, sopra il portale d’ingresso, di una nicchia che custodisce una copia del busto di Papa Innocenzo X il cui originale del 1652, opera di Alessandro Algardi, è conservato nel palazzo vescovile.

L’interno, a croce latina, consta di tre navate che, anticamente, erano divise da due file di pilastri differenti tra loro nella forma e nel numero. Il transetto, l’abside e le cappelle di S. Ermete e del Sacramento sono sopraelevati; la copertura è a capriate. All’interno della chiesa sono custodite opere di notevole pregio come i due bassorilievi attribuiti ad Agostino di Duccio (1418-1481) e collocati a decorare il fronte degli amboni: quello di sinistra raffigura l’Arcangelo S. Michele in piedi sul drago sconfitto, quello di destra la scena in cui S. Raffaele Arcangelo conduce il piccolo Tobia dal padre cieco per guarirlo. In prossimità della Cappella del Sacramento, è possibile ammirare una pala d’altare in terracotta invetriata di Jacopo Beneventano, commissionata nel 1522, integrata nel 1881 da Giovan Battista Troiani. Dietro l’altare è visibile il pregevole coro ligneo (1685-1688) decorato con angeli scolpiti che tengono in mano i simboli della passione. In fondo alla navata centrale è collocato un fonte battesimale in travertino raffigurante i dodici apostoli, datato al XIV secolo.
Sotto il presbiterio si estende la splendida cripta databile al IX secolo, uno degli esempi più importanti di cripte romaniche in Italia. Adorna di affreschi del XIII-XV secolo (una Natività, Santa Caterina d’Alessandria, S. Michele Arcangelo), è scandita da nove navate divise da 24 basse colonne con ricchi capitelli romanici che reggono volte a crociera gotiche. Le decorazioni dei capitelli sono dominate da figure zoomorfe che si alternano a molteplici varietà di soggetti e forme tra cui uccelli, composizioni vegetali, teste di ariete. In una cappella, entro un altare sorretto da un cippo romano, sono conservate le reliquie ritenute della colonna della Flagellazione. Ad un ulteriore piano inferiore, una doppia scalinata scavata nella pietra permette di raggiungere il sacello che custodisce le reliquie dell’Aula del Pretorio di Gerusalemme: sono le pietre che, secondo la tradizione, sarebbero state bagnate dal sangue di Cristo durante la Passione, come attesta una iscrizione latina posta davanti all’apertura del sacello. Le dimensioni e l’orientamento del sacello sono quelle del Santo Sepolcro di Gerusalemme, dal quale prende il nome la chiesa, frequentata dagli antichi pellegrini di Terrasanta e dai Crociati.

Per la visita
La basilica può essere visitata liberamente.

Curiosità
Nella Cattedrale sono conservati, fino all'anno successivo, i Pugnaloni, grandi quadri a tema religioso o sociale realizzati con fiori, foglie, ramoscelli, infiorescenze, esposti nella festa della Madonna del Fiore che si svolge la terza domenica di maggio.

Info
Comune di Acquapendente
Piazza Girolamo Fabrizio, 17 - 01021 Acquapendente VT
Telefono: +39 0763 733442
http://www.comuneacquapendente.it

 

Testi: C. Chiovelli

 

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